Come si etichetta un video generato con l'AI su un sito Drupal, con AI Disclosure?
Approfondisci il progetto AI Disclosure
Un video generato con l'AI che sembra vero va dichiarato a chi lo guarda, e su un sito la dichiarazione deve stare sia sulla pagina sia dentro il file. Qui seguo come lo fa AI Disclosure, il modulo che ho creato su drupal.org nella Drupal AI Initiative. Le immagini hanno un articolo a parte, e così l'audio.
Quando un video generato con l'AI va etichettato?
Un video va etichettato quando è un deep fake: quando mostra in modo credibile una persona, un luogo, un oggetto o un evento che esiste o potrebbe esistere, e chi lo guarda lo prenderebbe per vero. Un avatar sintetico che presenta i risultati di un'azienda rientra, se lo spettatore lo scambia per una persona reale. Un cartone animato o un video chiaramente di finzione tiene l'etichetta in forma più leggera, accanto al video invece che sopra.
L'obbligo è di chi pubblica, con l'articolo 50(4) dell'AI Act, e vale dal 2 agosto 2026. Il watermark che il generatore mette nel file è un altro obbligo, del fornitore, e secondo le linee guida della Commissione chi pubblica non può contare su quello per la propria etichetta.
Che cosa chiede il Codice di buona pratica per un video?
Il Codice di buona pratica sulla trasparenza dei contenuti generati con l'AI, nella versione finale di giugno 2026, chiede per un video deep fake un'icona visibile, per esempio nell'angolo in alto a destra. L'icona deve comparire all'inizio del video e, dove possibile, a intervalli regolari e dopo ogni interruzione, come una pubblicità. Deve riconoscersi subito, senza cliccare né passarci sopra col mouse, e sta dentro il video oppure in un livello sopra il player che sembra parte del video. Il Codice chiede anche, per quanto possibile, che l'icona arrivi nelle copie scaricate o ricondivise. Un avviso audio può affiancare l'icona, mai sostituirla.
L'icona europea esiste in tre versioni, una di base, una per i contenuti generati e una per quelli modificati, ciascuna in nero, in bianco e nelle due varianti al 50% di trasparenza.
Che cosa vede chi guarda il video sulla pagina?
Chi guarda la pagina vede l'icona europea in un angolo alto del player, già prima di premere play, e lontana dai comandi, che stanno in basso. L'icona lascia passare i clic al player, quindi il video si usa come sempre. Se il redattore ha scelto un angolo in basso per quel file, il player usa l'angolo in alto dallo stesso lato, per non coprire la barra. Quando la copia etichettata è pronta, l'icona sta già nei fotogrammi, e quella sopra il player si fa da parte per non comparire due volte.
E i video di YouTube e Vimeo inseriti nella pagina?
Per un video di YouTube o di Vimeo inserito nella pagina, AI Disclosure mette l'icona sopra il riquadro del player, su uno strato trasparente. Il player appartiene alla piattaforma e il sito non lo può modificare, ma la pagina resta del sito, e chi pubblica resta responsabile di quello che mostra.
Conviene comunque etichettare il video anche sulla piattaforma, perché chi lo guarda direttamente su YouTube il sito non lo vede. Su YouTube si usa l'impostazione per i contenuti alterati o sintetici, «Altered or synthetic content», al caricamento, e l'etichetta compare sotto il player. Su Vimeo l'etichetta compare come banner in alto nel player incorporato, e sparisce se l'incorporamento nasconde il titolo.
Perché preparare una copia del video con l'icona dentro?
L'icona sulla pagina è codice HTML: chi scarica il video, o lo ripubblica altrove, se la lascia alle spalle. Il sottomodulo ai_disclosure_av risolve questo preparando con FFmpeg una copia del file con l'icona disegnata dentro i fotogrammi. Il sito serve la copia, e l'originale resta com'era.
L'ho provato su un sito di test con un video di 20 secondi. La copia è uscita in MP4 con la stessa durata e la stessa risoluzione, l'icona nei primi cinque secondi e due etichette nel file: una frase leggibile, «This is synthetic media produced by AI.», e il tipo di sorgente IPTC trainedAlgorithmicMedia.
Che cosa resta dei segnali AI quando il sito pubblica un video?
Scegli dove va il video e confronta Drupal di serie con AI Disclosure.
| Che cosa porta | File originale | Sulla pagina | Copia etichettata | Scaricata | Su YouTube |
|---|---|---|---|---|---|
| Icona sul player | – il generatore non la mette | – assente → ↻ sul player, finché la copia non è pronta | – serve l'icona nei fotogrammi | – il player resta sulla pagina | – il player è di YouTube |
| Icona nei fotogrammi | – il generatore non la mette | – assente → ↻ nella copia servita | – assente → ↻ disegnata con FFmpeg | – assente → ↻ viaggia con il file | – assente → ↻ viaggia con il file |
| Etichette nel file | – il generatore non le mette | – restano nel file | – assenti → ↻ scritte nella copia | – assenti → ↻ arrivano con il file | – YouTube usa le sue etichette |
| Firma C2PA | ✓ messa dal generatore | ✗ persa | ✗ la ricodifica la invalida | ✗ persa | ✗ persa |
Come si decide quando compare l'icona?
Di serie l'icona compare per i primi cinque secondi e poi per cinque secondi a ogni minuto, quindi in un video lungo si vede a 1:00, a 2:00 e così via. Il sito può scegliere invece di mostrarla per tutta la durata. Per un video manipolato solo in parte, il redattore indica i tratti interessati nel form del media, per esempio da 0:10 a 0:20, e l'icona compare solo lì.
Nel form una traccia mostra i tratti sotto il player, e si possono trascinare col mouse o col dito per spostarli e allungarli. Il player del form fa vedere il risultato in due modi: simulato, con l'icona sovrapposta dal browser, oppure sulla copia vera, quando il server l'ha preparata. L'angolo è quello scelto per il file, in alto a destra se nessuno l'ha cambiato.
Che cosa serve sul server?
Serve FFmpeg, meglio se con la libreria libx264; senza, la copia esce comunque con un codificatore più vecchio. Le copie si preparano in coda, con il cron, una alla volta, così nessun visitatore aspetta e il server non si sovraccarica. Su un hosting piccolo tre impostazioni limitano il carico: i thread di FFmpeg, la velocità di codifica e il tempo massimo per ogni giro di cron.
Un sito che non può far girare FFmpeg prepara la copia su un'altra macchina. Il modulo stampa i comandi esatti con drush ai-disclosure-av:render-command, e il file pronto si riconsegna al sito con drush ai-disclosure-av:attach.
Quando il grado del video cambia, il sito continua a servire l'ultima copia pronta finché arriva quella nuova, perché un'etichetta con una frase vecchia è più sicura di nessuna etichetta.
Che cosa la copia lascia aperto?
La copia perde la firma C2PA che il generatore, o il modulo C2PA Sign, aveva messo sull'originale, perché ogni ricodifica dei fotogrammi la invalida. Le etichette nel file sono testo senza firma, e chiunque le può togliere. L'icona nei fotogrammi è il segnale che resiste di più, finché nessuno ritaglia l'angolo. Il watermark nascosto nei pixel resta compito del fornitore del generatore. Come si firmano e si leggono le copie delle immagini lo spiega l'articolo su C2PA Sign e Content Credentials con AI Disclosure.
Per chi vuole verificare che cosa porta un video
Per leggere le etichette e i flussi di una copia basta un comando:
ffprobe -v error -show_entries format_tags:stream=codec_type,codec_name -of default=nw=1 copia.mp4Risponde con comment e ai_digital_source_type, un flusso video e, se l'originale aveva il sonoro, un flusso audio. Per vedere l'icona basta estrarre un fotogramma dai primi secondi:
ffmpeg -ss 1 -i copia.mp4 -frames:v 1 fotogramma.pngFonti
Fonti consultate il 10 e l'11 ottobre 2026.
- AI Disclosure, documentazione: video (si apre in una nuova scheda). Icona sul player, oEmbed, copia, programmazione. Fonte primaria.
- AI Disclosure, copie etichettate di audio e video (si apre in una nuova scheda). Requisiti, coda, server piccoli, comandi Drush. Fonte primaria.
- Code of Practice on Transparency of AI-Generated Content (si apre in una nuova scheda), Commissione europea, testo finale del 10 giugno 2026, misura 1.2, pagine 30-32. Posizione e durata dell'icona sui video. Fonte primaria.
- EU icons for labelling AI-generated content (si apre in una nuova scheda), Commissione europea. Le tre icone e le varianti. Fonte primaria.
- Improving AI labels for viewers and creators (si apre in una nuova scheda), YouTube. Dove compare l'etichetta. Fonte primaria.
- Vimeo Help Center, etichetta dei contenuti fatti con l'AI (si apre in una nuova scheda), Vimeo. Il banner nel player incorporato. Fonte primaria.
- Guidelines on the transparency obligations of Article 50 (si apre in una nuova scheda), Commissione europea, C(2026) 5054, pagine 35-37. Definizione di deep fake, esempi e marcatura del fornitore. Fonte primaria.
- La mia prova con AI Disclosure 1.0.0-beta1 su un sito Drupal 11 di test, a ottobre 2026, con FFmpeg, letta con
ffprobe. Misura di prima mano.
Questo contenuto è stato prodotto dall'AI e rivisto da una persona.
Come è stata usata l'AI?
Le bozze sono prodotte con l'assistenza dell'AI, poi dirette, rivedute e verificate da una persona. Numeri, date e versioni sono confrontati con le fonti pubbliche prima della pubblicazione, e la data di quel controllo è indicata nel testo.