Come applico l'articolo 50(4) dell'AI Act ai contenuti di un sito Drupal?

Chi pubblica con Drupal applica l'articolo 50(4) dell'AI Act rispondendo, per ogni tipo di contenuto, a quattro domande: che cosa è stato prodotto, se è un'opera artistica, se informa il pubblico, se tratta questioni di interesse pubblico. Il modulo AI Disclosure registra quelle risposte insieme al grado di coinvolgimento dell'AI, calcola se l'etichetta è dovuta e la mostra sulla pagina.

Questo articolo non è un parere legale. Riporta che cosa dicono il Regolamento (UE) 2024/1689 e la FAQ della Commissione europea, e che cosa fa il modulo con quelle regole. Se un contenuto va etichettato lo decide chi lo pubblica.

Che cosa sia AI Disclosure e come sia costruito sta nella scheda del progetto. Qui si guarda solo come il modulo traduce l'articolo 50(4) in dati e in un'etichetta sulla pagina.

Come decide AI Disclosure se un contenuto va etichettato?

AI Disclosure tiene separate due informazioni: quanto l'AI è entrata nel contenuto e se la norma si applica a quel contenuto.

La prima è il grado, uno su nove. Sei gradi dicono che l'AI ha generato o manipolato il contenuto pubblicato: traduzione, riassunto, riscrittura parziale, testo prodotto con una persona che guida, testo prodotto senza nessuno, deep fake. Solo per questi sei la domanda sulla norma ha senso. Gli altri tre, cioè nessuna AI, metadati scelti dall'AI e contenuto valutato dall'AI, restano fuori.

La seconda sono le quattro risposte di ambito:

Domanda A che cosa serve
È un deep fake in immagine, audio o video, oppure è un testo? sceglie quale delle due regole dell'articolo 50(4) vale
Fa parte di un'opera palesemente artistica, satirica o di finzione? per i deep fake, cambia il modo dell'etichetta
È pubblicato per informare il pubblico? per i testi, primo requisito
Riguarda questioni di interesse pubblico? per i testi, secondo requisito

Ogni risposta vale sì, no o non valutato. Il modulo non ne deduce nessuna: né dal tipo di contenuto, né dal grado.

Che cosa chiede l'articolo 50(4) dell'AI Act?

L'articolo 50(4) contiene due obblighi per chi pubblica, con presupposti diversi.

Il primo riguarda immagini, audio e video che costituiscono un deep fake: chi li diffonde deve dichiarare che sono stati generati o manipolati artificialmente. La revisione umana non esime dall'obbligo. Quando il deep fake fa parte di un'opera palesemente artistica, creativa, satirica o di finzione, l'obbligo si riduce a segnalare che il contenuto è generato o manipolato, in un modo che non ostacoli la fruizione dell'opera.

Il secondo riguarda i testi generati o manipolati con l'AI e pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Qui c'è un'esenzione, che richiede due condizioni insieme: il testo è passato da una revisione umana o da un controllo editoriale, e una persona fisica o giuridica ne ha la responsabilità editoriale. Secondo la FAQ della Commissione, responsabilità editoriale significa la responsabilità legale ultima della pubblicazione.

Da quando si applica l'articolo 50 dell'AI Act?

L'articolo 50 si applica dal 2 agosto 2026, la data generale fissata dall'articolo 113 del Regolamento. I contenuti generati prima di quella data non vanno etichettati retroattivamente, anche se la Commissione invita a farlo dove possibile.

Il Regolamento (UE) 2026/1744, il Digital Omnibus sull'AI pubblicato in Gazzetta il 24 luglio 2026, non ha spostato questa data per chi pubblica. Ha aggiunto all'articolo 111 un paragrafo che vale solo per i fornitori: i sistemi generativi immessi sul mercato prima del 2 agosto 2026 devono rispettare l'articolo 50(2), cioè la marcatura del file, entro il 2 dicembre 2026. È questa la data che circola spesso come rinvio generale. L'articolo 50(4) non compare fra le modifiche, e chi pubblica contenuti resta sulla data di agosto.

Che cosa significa «non valutata» nel verdetto?

Il verdetto di AI Disclosure ha tre valori: etichetta richiesta, non richiesta, non valutata. Un no su una qualsiasi condizione chiude la questione anche se le altre risposte mancano, e lo stesso vale per l'esenzione dei testi. «Non valutata» compare solo quando manca una risposta che cambierebbe l'esito.

Sulla pagina un contenuto non valutato mostra comunque la scheda, con una dicitura dedicata e un bordo tratteggiato. Nasconderla direbbe al lettore che nessuna etichetta è dovuta, cioè proprio la cosa che il sito non ha ancora stabilito.

Come si risponde una volta sola per un intero tipo di contenuto?

Le risposte si danno sul profilo, e ogni contenuto eredita il profilo di default del suo tipo. Il singolo contenuto interviene solo per le eccezioni. Grado e quattro risposte arrivano sempre dallo stesso livello: il modulo non mescola risposte prese da livelli diversi.

Un profilo che dichiara la revisione umana senza un responsabile non si salva, né dal form né da un import di configurazione.

Su questo sito il profilo editorial_default, impostato il 20 settembre 2026, dichiara testo, pubblicato per informare, con revisione umana e responsabile nominato.

Alla domanda sull'interesse pubblico il profilo risponde no, ed è una scelta mia, non un dato. La FAQ della Commissione fa rientrare nell'interesse pubblico anche gli sviluppi economici, scientifici o culturali che possono diventare oggetto di dibattito pubblico, e un articolo tecnico sull'AI Act potrebbe starci dentro. Il verdetto non cambierebbe: con un sì, revisione umana e responsabile nominato fanno comunque scattare l'esenzione.

Con queste risposte il verdetto è «non richiesta», e la pagina lo scrive nel meta tag:

<meta name="ai-disclosure" content="ai_assisted_hitl; required=not-required; icon=ai_modified">

La scheda si vede lo stesso, perché la policy del sito è impostata su «mostra sempre».

Che cosa succede quando l'etichetta è dovuta?

Quando l'etichetta è dovuta compaiono l'icona ufficiale UE e la frase del grado, e il sito non può nasconderle: la visibilità della scheda si configura, ma un'etichetta richiesta si mostra comunque. Il resto della scheda, cioè dicitura legale, descrizione e link alla policy editoriale, segue le impostazioni del sito.

Che cosa succede se cambio la configurazione dei gradi?

I contenuti in eredità leggono grado e profilo dalla configurazione al momento della visualizzazione. Cambiare la frase di un grado cambia quindi ciò che mostrano tutti i contenuti che lo usano, anche quelli pubblicati mesi prima. Il sottomodulo Audit esiste per questo: a ogni salvataggio copia nel registro il significato del grado in quel momento, e le modifiche successive alla configurazione non riscrivono la storia.

Che cosa AI Disclosure non fa?

AI Disclosure non decide se un contenuto va etichettato e non controlla le risposte. Accetta il nome inserito come responsabile editoriale senza giudicarlo: un ruolo generico come «la redazione» non regge un audit. Non marca il file: il JSON-LD è un segnale a livello di pagina, e la marcatura dell'articolo 50(2) spetta al fornitore del sistema di AI, non a chi pubblica.

Fonti e riferimenti

Tutte le fonti sono state consultate il 27 settembre 2026.

  1. Regolamento (UE) 2024/1689, testo in Gazzetta ufficiale (si apre in una nuova scheda), EUR-Lex. Articolo 50, paragrafo 4, e articolo 113 sulla data di applicazione. Letto dal DOM reso, fonte primaria.
  2. Regolamento (UE) 2026/1744, Digital Omnibus sull'AI (si apre in una nuova scheda), EUR-Lex, Gazzetta ufficiale del 24 luglio 2026. Il punto 39 aggiunge all'articolo 111 il paragrafo 4 sul 2 dicembre 2026 per l'articolo 50(2). Dell'articolo 50 è modificato solo il paragrafo 7. Letto dal DOM reso, fonte primaria.
  3. FAQ sugli obblighi di trasparenza dell'articolo 50 (si apre in una nuova scheda), Commissione europea, aggiornata il 24 luglio 2026. I tre criteri dei testi, gli ambiti di interesse pubblico, che cosa conta come revisione umana, la responsabilità editoriale, il 2 dicembre 2026 limitato al 50(2), l'etichettatura retroattiva. Letta dal DOM reso, fonte primaria.
  4. AI Disclosure, pagina di progetto (si apre in una nuova scheda), drupal.org. Release 1.0.0-alpha2 del 12 settembre 2026, per Drupal 10.4 e 11. Letta dal DOM reso.
  5. Documentazione di AI Disclosure sull'articolo 50 (si apre in una nuova scheda), pagina «Article 50, and what this module does not do», aggiornata l'11 settembre 2026. Fonte primaria sul comportamento del modulo.
  6. AI Disclosure Module Adds Article 50 Labelling Tools for Drupal (si apre in una nuova scheda), The Drop Times, 16 settembre 2026. La notizia sull'uscita delle due alpha e sulle funzioni del modulo. Letta dal DOM reso.
  7. Il meta tag citato nella sezione sul profilo è quello che questa stessa pagina scrive nel suo <head>: si verifica aprendo il sorgente.
Modificato dall'AI

Questo contenuto è stato prodotto dall'AI e rivisto da una persona.

Come è stata usata l'AI?

Le bozze sono prodotte con l'assistenza dell'AI, poi dirette, rivedute e verificate da una persona. Numeri, date e versioni sono confrontati con le fonti pubbliche prima della pubblicazione, e la data di quel controllo è indicata nel testo.

AI Disclosure

AI Disclosure è un modulo Drupal che registra, per ogni contenuto e per ogni traduzione, quanto l'AI ha contribuito al testo o al media. Il lettore lo vede in una scheda con le icone ufficiali dell'Unione europea, mentre motori e agenti lo leggono nel codice della pagina. Il modulo segnala anche quando l'articolo 50(4) dell'AI Act rende l'etichetta obbligatoria.

AI Disclosure è nato nella Drupal AI Initiative ad agosto 2026, quando l'articolo 50 dell'AI Act aveva appena cominciato ad applicarsi e Drupal non aveva ancora un modo per dire al lettore come un contenuto era stato scritto. L'ho sviluppato io, a partire da un piano di Marcus Johansson.

Sector
AI, editoria, compliance
Role
Autore e maintainer, con @marcus_johansson e @joevagyok
Year
2026
Tech Stack
Drupal
PHP
schema.org
IPTC
Tool API

Che cosa chiede l'AI Act a chi pubblica contenuti

Dal 2 agosto 2026 l'articolo 50 dell'AI Act chiede a chi pubblica di dichiarare due tipi di contenuto: le immagini, gli audio e i video che imitano persone, luoghi o fatti reali fino a sembrare autentici, e i testi generati con l'AI che informano il pubblico su questioni di interesse pubblico. Per i testi c'è un'eccezione: se una persona li ha rivisti e se ne assume la responsabilità editoriale, l'etichetta non è obbligatoria.

La norma quindi non vieta l'AI e non chiede di dichiararla sempre. Chiede di sapere, contenuto per contenuto, se ricorre uno di quei casi.

Come AI Disclosure decide se l'etichetta è dovuta

AI Disclosure classifica ogni contenuto su nove gradi, da «Solo umano» a «Deep fake AI». Sei dei nove portano la premessa dell'obbligo: senza quella il modulo non pone nemmeno le domande successive, e il verdetto è «non dovuta». L'elenco completo, con la frase che ogni grado mostra al lettore e l'icona che porta, sta nella documentazione del modulo (si apre in una nuova scheda).

Con la premessa, la regola si divide in due rami a seconda del mezzo.

Deep fake audiovisivo: paragrafo 1

L'etichetta è dovuta senza condizioni. Revisione umana, responsabilità editoriale e interesse pubblico non vengono nemmeno consultati.

Testo generato con l'AI: paragrafo 2

L'etichetta è dovuta se il contenuto informa il pubblico e riguarda una questione di interesse pubblico. Un no su una delle due chiude a «non dovuta» anche se l'altra resta senza risposta.

Per il testo c'è un'esenzione, e vale solo se ricorrono entrambe le condizioni: una revisione sostanziale con controllo editoriale e una responsabilità editoriale con un nome. La revisione da sola non basta: è la differenza fra «l'ho riletto» e «qualcuno ci mette la firma».

Che cosa risolve AI Disclosure per una redazione

AI Disclosure trasforma la valutazione sull'obbligo di etichetta in un dato del contenuto. La redazione descrive una volta sola come usa l'AI per ogni tipo di contenuto: per esempio, gli articoli scritti con l'assistenza dell'AI e rivisti da un giornalista, o le traduzioni automatiche rilette. Ogni nuovo contenuto eredita quella descrizione, e si cambia solo per le eccezioni.

Da lì il modulo fa tre cose. Mostra al lettore una scheda con l'icona ufficiale pubblicata dalla Commissione europea e una frase chiara. Scrive la stessa informazione nel codice della pagina, dove la leggono motori di ricerca e agenti. Tiene un report di tutto il sito, che dice per ogni contenuto se l'etichetta è dovuta, non è dovuta o manca ancora una risposta per deciderlo.

Il modulo segue le linee guida della Commissione sull'articolo 50 ma non decide al posto di chi pubblica: registra la valutazione e la rende visibile.

Come ho costruito AI Disclosure in Drupal

Il 3 agosto 2026 Marcus Johansson ha pubblicato nella Drupal AI Initiative il piano del modulo: sedici passi, dalle fondamenta alle integrazioni con gli altri moduli AI di Drupal. Gli ho scritto per prenderne lo sviluppo, e il 17 agosto ho aperto il progetto su drupal.org.

Fra il 18 e il 24 agosto ho chiuso le prime tre fasi del piano, dieci passi su sedici, fra cui la struttura dei livelli di AI, le descrizioni riusabili, il campo sui contenuti, la scheda per il lettore, i dati per le macchine, il report e la gestione delle traduzioni. Restano aperti la documentazione di progetto e le integrazioni con cinque moduli AI esistenti, che permetteranno a traduttori e generatori automatici di dichiarare da soli il proprio contributo.

Con chi sviluppo AI Disclosure

AI Disclosure ha tre maintainer. Marcus Johansson (@marcus_johansson (si apre in una nuova scheda)) ha scritto il piano nella Drupal AI Initiative ed è co-maintainer del progetto. Adam Nagy (@joevagyok (si apre in una nuova scheda)) si è unito in seguito come co-maintainer: secondo il suo profilo su drupal.org lavora come consulente Drupal per la Commissione europea sulla Europa Web Platform. Io scrivo il codice: al 22 settembre 2026, 221 dei 226 commit del repository sono miei.

Come uso AI Disclosure su questo sito

Ogni pagina di questo sito porta la scheda di AI Disclosure in fondo al testo. Gli originali italiani dichiarano che sono scritti con l'assistenza dell'AI e rivisti da me. Le versioni inglesi dichiarano che sono tradotte con l'AI e rilette.

Il 22 settembre 2026, mentre scrivevo questa scheda, ho scoperto che il sito non faceva quello che il modulo promette: la dichiarazione era una sola per le due lingue, e le pagine inglesi raccontavano come era nato l'italiano. L'ho corretta lo stesso giorno. È il caso per cui il modulo esiste: una dichiarazione vale per la lingua che il lettore ha davanti.

Il grado però non lo scelgo contenuto per contenuto. Il campo su questa pagina è vuoto: la dichiarazione arriva da un profilo predefinito, Editorial default, che il modulo applica a ogni contenuto che non ne porta uno proprio. Il profilo dice grado «Assistito dall'AI, guidato da una persona», revisione umana fatta, responsabilità editoriale a nome mio, mezzo testo, contenuto che informa il pubblico, questione di interesse pubblico no.

Da quelle risposte il modulo calcola required=not-required, e vale la pena dire perché: non per l'esenzione da revisione, che pure sarebbe soddisfatta, ma perché il paragrafo 2 chiede due condizioni insieme e questa pagina ne porta una sola. Una scheda di progetto informa il pubblico, ma non è una questione di interesse pubblico. Se un giorno scrivessi qui di politica europea, la stessa configurazione produrrebbe required=required senza che io tocchi niente, e l'etichetta comparirebbe da sola.

La scheda in fondo a questa pagina è quel calcolo reso visibile: l'icona ai_modified della Commissione europea, la frase del grado, e il dettaglio richiudibile con la descrizione del profilo. La riga con la responsabilità editoriale non compare perché il grado la tiene spenta fra le parti visibili, non perché manchi il nome.

Chi legge non deve fidarsi della scheda: la stessa informazione sta nel codice della pagina, e si legge da riga di comando. Il comando interroga la versione inglese di questa scheda.

curl -s https://giorgiopagano.org/en/projects/ai-disclosure | grep 'name="ai-disclosure"'

Risponde ai_translated; required=not-required; icon=ai_modified: il grado, il verdetto sull'obbligo, e quale icona della Commissione europea va mostrata. La versione inglese dichiara il grado della traduzione, questa pagina ai_assisted_hitl: il verdetto e l'icona restano gli stessi. Come si installa e come si configura sta nella documentazione del modulo (si apre in una nuova scheda).

Fonti su AI Disclosure e sull'articolo 50

Modificato dall'AI

Questo contenuto è stato prodotto dall'AI e rivisto da una persona.

Come è stata usata l'AI?

Le bozze sono prodotte con l'assistenza dell'AI, poi dirette, rivedute e verificate da una persona. Numeri, date e versioni sono confrontati con le fonti pubbliche prima della pubblicazione, e la data di quel controllo è indicata nel testo.